Another Teaser

Forlorn-Hope-Italian

 
Il dottor Garret Wenz si fece cautamente strada costeggiando un cumulo di neve crepato, stringendosi al petto uno strumento della sua attrezzatura nel tentativo di proteggerlo dai fiocchi che soffiavano insistenti. Lanciò uno sguardo indietro, oltre la spalla, passandosi la lingua sulle labbra screpolate e fermandosi per consentire a sua moglie Anna di raggiungerlo. Si voltò verso di lei, saltellando da un piede all’altro per tenere riscaldati i muscoli delle gambe: un crampo o uno spasmo avrebbero potuto ritardare notevolmente la tabella di marcia di quel giorno. Anna, anche lei scienziata, cercava di risalire più velocemente che poteva, ma continuava ad inciampare. La neve le riempiva gli stivali ad ogni passo che faceva, ricoperta com’era, dalla testa ai piedi, di polvere bianca. Non poteva vedere il sorriso sghembo sul volto di sua moglie, ma colse un bagliore nei suoi occhi attraverso la maschera.

Anna vide suo marito, l’uomo che aveva sposato cinque anni prima, cimentarsi in quello che poteva essere descritto semplicemente come il ‘ballo del vasino’. Non avevano figli, ma aveva visto dei video e le avevano raccontato delle storielle a riguardo. Sperava di vederlo messo in pratica, un giorno, dai suoi figli, ma si chiedeva se la carriera che aveva scelto di intraprendere lasciasse spazio a quel tipo di vita. Alzò una mano, avvolta in un guanto, e si asciugò il sudore dalla fronte, riuscendo però solamente a spingersi la neve tra capelli e sotto il cappuccio.

«Quanto manca?» Il fiato permeava la mascherina e si allontanava in ciuffi.

«Mi sa che ci siamo.» Garret guardò il GPS che teneva stretto al petto, annuì e annunciò: «Sì, benvenuta al Parco Nazionale di Yellowstone.»

Anna si trovò davanti chilometri e chilometri di neve. Quella spedizione era fattibile solo in estate. Desiderava aver visto Yellowstone com’era ai bei vecchi tempi, e sospettava che fossero i primi umani a mettervi piede da diversi anni. Nel parco si trovavano molte specie vegetali e animali, un tempo in via d’estinzione. Quelle specie, così come del resto la maggior parte degli esseri umani, o si erano estinte o erano emigrate verso climi più miti, più vicini all’equatore. La maggior parte della popolazione viveva a sud del trentasettesimo parallelo. L’Oklahoma divenne lo stato più a nord dell’Unione d’America. L’ex confine nord del Wyoming si collocava lungo il quarantacinquesimo parallelo. Niente e nessuno viveva al di sopra di questa linea immaginaria. Il Montana era espressamente inaccessibile a tutti, con sanzioni che andavano dall’arresto alla deportazione. Il trasporto via aereo o elicottero tra il quarantacinquesimo e il trentasettesimo parallelo fu apertamente proibito a causa delle condizioni metereologiche estreme. L’area era accessibile solo ed esclusivamente via mezzi speciali da neve. Bisognava fare attenzione che la neve non oscurasse i pannelli solari: rimanere senza energia in quei luoghi equivaleva a morte sicura. La mancanza di corrente non era l’unico problema: la visibilità offuscata dalla neve guidò ben più di un intrepido esploratore in un crepaccio.

* * *

L’estremo cambiamento climatico era avvenuto prima della loro nascita. Prima che

succedesse, gli ambientalisti avevano condannato i motori di combustione interna e avvisato tutti dell’imminente tragedia del cambiamento climatico globale. Inizialmente si era parlato di una nuova era glaciale, poi del riscaldamento globale e infine del cambiamento climatico globale. Il cambiamento climatico c’era stato, ma nessuno avrebbe potuto prevedere la catastrofica era glaciale che stava mettendo alle strette il pianeta. Gli scienziati avevano stimato che questa nuova glaciazione si sarebbe estesa ancora più a sud rispetto all’Ultimo Massimo Glaciale, la peggiore ondata di freddo nella storia mondiale.

Tra la fine del ventesimo e l’inizio del ventunesimo secolo la narrativa popolare raccontava di improvvise ondate di freddo che uccidevano miliardi di persone, assiderandole sul posto.  Immagini suggestive includevano masse di persone in fuga dal freddo che finivano per morire congelate in posizione di marcia. La verità era di gran lunga più devastante. Il cambiamento fu veloce ma gli scienziati e l’esercito furono in grado di avvisare i governi di tutto il mondo ed effettuare efficaci manovre di evacuazione al di sotto del trentasettesimo parallelo. Il pianeta non poteva reggere gli otto miliardi di abitanti quando era ancora abitabile, ma con più della metà della superficie trasformatasi in una desolata terra ghiacciata, quei miliardi di persone finirono per gravare sull’area abitabile che era rimasta.

I governi di tutto il mondo istituirono politiche di controllo della popolazione. Il Paese che subì minori ripercussioni fu la Cina, che aveva già adottato il controllo della popolazione a causa dell’elevato numero di abitanti. Divenne uno dei Paesi più ricchi del pianeta, seguito dalle Province Africane, dalla Federazione del Brasile e dall’Unione d’America, una volta conosciuta come Stati Uniti. Gli uomini invasero i Paesi considerati “terzo mondo”, distruggendone risorse locali ed esaurendo qualsiasi bene disponibile. La razza umana si trasformò in una piaga di locuste che consumava qualsiasi cosa fino a rivoltarsi contro se stessa.

Le quattro maggiori potenze rimaste sul pianeta, ridotte ad un inaspettato regime di contenimento, domarono queste insurrezioni senza farsi la guerra e subirono pochissime perdite. Sebbene in milioni si fossero uccisi a vicenda nel tentativo di acquisire risorse, in miliardi morirono di fame. I più ricchi fuggirono su stazioni spaziali costruite in orbita e su colonie lunari. La colonizzazione della Luna aveva avuto inizio con le sole quattro potenze, ma con la diminuzione della popolazione e la necessità di mantenere il proprio habitat da parte dei pochi abbienti, più uomini si trovarono sulla superficie lunare e in habitat incapsulati ruotanti intorno al globo ghiacciato. Le condizioni erano difficili lassù, ma pure sempre meglio che non vivere sulla Terra.

Meno di dieci milioni di esseri umani vivevano al di fuori del pianeta, i rimanenti due miliardi e mezzo vivevano nel raggio di due mila miglia dall’equatore. Il numero di persone al di fuori di quest’area era pressoché sconosciuto, ma stimato a meno di un milione.

Il mondo si era finalmente ripreso da questo disastro ed era tempo di provare ad aggiustare il sistema climatico globale. C’era voluto quasi un secolo per arrivare a questo punto; c’era da sperare che non servisse altrettanto tempo per ripristinare e ripopolare quella desolata terra ghiacciata.

* * *

I due scienziati raggiunsero finalmente il confine sud di quello che una volta era conosciuto come Parco Nazionale di Yellowstone, ma erano ancora distanti dalla caldera di Yellowstone, e ancora di più dalla loro destinazione finale: il geyser Old Faithful, come venne soprannominato molto tempo prima. Non avevano idea di quanto a nord la loro ricerca li avrebbe condotti, ma erano indubbiamente consapevoli della vicinanza al quarantacinquesimo parallelo e a ciò che questo comportava. Dopo tutto quello che avevano passato per arrivare fino a lì, violare il confine del Montana sarebbe stata una fine piuttosto per la loro impresa.

Se fossero riusciti a camminare 650 miglia da Gallup, New Mexico, la città più vicina abbastanza grande da ospitarli e attrezzarli, ci avrebbero messo trentacinque giorni. Fu loro garantito il trasporto via convoglio militare fino ad Idaho Falls, in Idaho. Lì trovarono ad attenderli una postazione d’ascolto e una base di ricerca scientifica, e risparmiarono qualcosa come cinquecento miglia. L’unico motivo per cui erano riusciti ad assicurarsi il trasferimento fino ad Idaho Falls era l’importanza della loro spedizione. Se fossero riusciti nel loro intento, avrebbe potuto significare la fine di un’era glaciale che imperversava da decenni.

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About Mark Gardner

Mark Gardner lives in northern Arizona with his wife, three children and a pair of spoiled dogs. Mark holds a degree in Computer Systems and Applications and is currently attending Northern Arizona University. View all posts by Mark Gardner

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